mercoledì 22 agosto 2012

Chi paga il conto del selciato unto?


All'area archeologico-monumentale più frequentata della nostra città, oltre il degrado e l'incuria progressivi cui è stata lasciata scivolare da una colpevole disattenzione amministrativa, ora tocca di fare da sfondo alle più truculente manifestazioni di massa cui pare si stia dedicando con ardito impegno l'Assessorato al Turismo, col risultato che, a festa finita, i segni che restano sono quelli descritti dalle immagini qui sopra.

sabato 10 marzo 2012

Veleggiando o vaneggiando? (POST DEL 5 SETTEMBRE 2007)_REPLICA.

Perchè non domandarsi quale sia stata la fonte di ispirazione dei velici trespoli eretti sul ponte-terrazzo della ex Darsena "Borghese" e quale sia l'identità di coloro cui è consentito e/o imposto, per titolo e ruolo professionale, di guadagnarsi di che vivere scegliendo i luoghi della città più degni a veicolare messaggi pubblicitari?
Osservate la fotografia qui sopra ed immaginate la scena liberata dall'ingombro dei tre giganteschi totem. L'idea non vi suscita una specie di liberazione interiore, come se aveste alleggerito la vostra coscienza da una particolare oppressione o, addirittura, appena svuotato l'intestino?
Qualcuno vorrà darne ragione a tutti coloro che, già dalla prima posa in opera, hanno giustamente e legittimamente fatto rilevare la volgare ed eccessiva presenza - in area monumentale, peraltro - di tali innominabili oggetti?

Non è uno scherzo di Carnevale.


















A chi arriva da Pesaro, la prima rotonda che incontra - quella della "Liscia" - porge il benvenuto nella Città della Fortuna. Ma va a sapere chi bacia, costei! Una cosa è certa, di sicuro non trascura chi le si prostra in adulante posa.Il risultato è ben visibile ad un occhio attento alle armonie, al buon gusto ed alle concrete ragioni dell'arredo urbano. Già in passato avemmo a che commentare quell'offesa al paesaggio urbano - in una delle sue più sensibili aree monumentali - rappresentata dalla serie di "vele pubblicitarie" conficcate sul tetto dell'ex Darsena Borghese. Non è parso il vero ai "paesaggisti" dell'attuale Amministrazione, poter decorare pure l'aiuola della medesima rotonda! Con che cosa?   Un cartoccio porta dolciumi, simbolo del Carnevale. A detta  dei bene informati. Verrebbe da dire, visto che è Carnevale tutto l'anno: siamo seri, una volta per tutte,aboliamo il Carnevale! Non ci si fraintenda, però, pensiamo il Carnevale sia una cosa seria, per la città. Altrimenti non ci permetteremmo di sottolineare con sincero disgusto simili iniziative. Che riguardano tutti i cittadini e l'Immagine della città in cui vivono.

giovedì 22 dicembre 2011

E se togliessimo la fontana della Fortuna e mettessimo un orinatoio (alla Duchamp)?

Quattro gatti in centro, verso le 22. Il freddo punge e si starebbe bene al caldo. Dopo una leccornia al Bon Bon ed il giro largo per il porto ed il lungomare della Sassonia, ci siamo portati  ed abbiamo attraversato - io ed un amico - piazza XX Settembre. Sono aperti uno squallido fast-food ed i due bar limitrofi. Proprio di fronte ad uno di questi ultimi, un giovane senza speranze si allontana dalla compagnia per esibirsi, quasi al centro della piazza, in una plateale performance da orinatoio. In questi tempi di follia e perdita di orientamento, vien da pensare quale trasgressione rimanga ancora da compiere e, soprattutto, a chi spetta e con che mezzi ridare senso alla convivenza civile. Ed aggiungo: sono diventato così anziano da non riuscire più a comprendere le esuberanze giovanili? 

martedì 4 ottobre 2011

Location che va per la Maggiore. A buon intenditor, poche parole.

L'area urbana del Pincio, uno dei luoghi più suggestivi della città ed ormai lasciata in stato di abbandono da molto tempo, è stata recentemente adottata dall'Amministrazione Comunale quale location permanente per commerci di tutte le specie, compreso quella dei fiori. Cosa essi abbiano a che fare con le erbacce rampicanti dal selciato ai merli delle mura medioevali è davvero difficile da capire e....tollerare.

martedì 20 settembre 2011

Affittasi.


E' probabile che il progettista del sottopasso di via Roma (Coop) avesse pensato che lì sarebbe potuta passare una linea metropolitana e che la sua opera sarebbe valsa come anticipazione di un futuro improbabile. Fatto sta che oggi quel luogo - nonostante sia stato blindato da pareti di cancelli di ferro per impedire l'accesso e la sosta di senzatetto - funge da cesso pubblico per viandanti stanchi. Ogni commento in più sarebbe inutile, ma è impossibile non indignarsi. Mi si perdoni la seconda uscita dal tema.