lunedì 29 dicembre 2008

Tieni dritto ancora per un pò.


Crisi mondiale?? Mettiamoci sopra una lastra di cemento (o di asfalto).


Invece del panettone o dei regali di Babbo Natale, quest?anno, sotto l'albero di Piazza XX settembre, gli amministratori del comune di Fano hanno voluto portare in dono l?annuncio che la pista di cemento (o di asfalto) dell'aeroporto si farà e si farà non più con risorse locali ma con l'intervento nientemeno di un?'llustre apparato statale, l'ENAC: l'Ente Nazionale per l'Aviazione Civile.
La prima considerazione che non possiamo esimerci dal fare è che la ragionevolezza (che neanche diversi studi più o meno pilotati sono riusciti a smentire) porta a concludere che un investimento del genere è assolutamente inutile ed antieconomico! Il perché, in tempi di crisi assoluta, si possa pensare di sprecare risorse pubbliche (sia locali che nazionali) spendendo soldi per infrastrutture superflue e che porterebbero scarsissime ricadute tranne che per alcuni, che sono poi la lobby dell'aeroporto). Sarebbe molto meglio risolvere altri problemi prioritari a Fano (es. viabilità, protezioni per ciclisti e pedoni ecc) oppure dedicare più risorse per problemi di carattere generale (es. detassazione più estese dei redditi più bassi e da lavoro dipendente, rifinanziamenti più elevati per strumenti di welfare: assistenza per anziani, Cassa integrazione per chi perde il lavoro ecc). La seconda considerazione è che nessun intervento può partire senza un'analisi di impatto ambientale, e qui si dovrebbe entrare nell'analisi sui pericoli alla sicurezza degli abitanti che comporterebbe lo sviluppo e l'ampliamento di un impianto aeroportuale ormai inserito all'interno della città di Fano e non più ai margini. Senza un?attenta valutazione di questo fattore è impensabile che si possa procedere, come annunciato, a far partire i lavori già dal 2009(cosa normalmente inconsueta in Italia per le opere di pubblica utilità, ma forse più consueta per le opere inutili) a meno che non si voglia, ancora una volta, ignorare le ricadute sulla salute e sulla sicurezza dei cittadini. La terza considerazione da fare è sulla spesa annunciata per la realizzazione dell'asfaltatura della pista (si parla di almeno tre milioni di euro in tre anni solo per la pista): questi importi confermano i nostri dubbi sull'inattendibilità dei preventivi prefigurati in passato dalle lobby locali, queste hanno sempre annunciato un fabbisogno molto inferiore per la realizzazione dell?opera; ora che i soldi li metterebbe qualcun altro emerge qualche tassello di verità in più. Ma dell?impatto ambientale, sui costi indiretti per la comunità silenzio completo: la realizzazione di una pista di 1.300 metri di lunghezza per 30 metri di larghezza (con uno sbancamento tra un metro e ed un metro e mezzo di profondità nel terreno da sostituire con materiali più compatti) significherebbe centinaia di migliaia di tonnellate di materiale da trasportare!!!
La quarta considerazione è collegata alla natura dell?Ente che dovrebbe
sostenere l'investimento: il decreto legislativo 25/7/1997 n. 250, istitutivo dell'ENAC, che accorpava funzioni di enti poi soppressi, prevede funzioni per questo ente principalmente di controllo (regolamentazione tecnica, attività ispettiva sanzionatoria e di certificazione ecc), di coordinamento e di rapporti con altri enti nazionali ed internazionali, controllo dei parametri di qualità del servizio aeroportuale e del trasporto aereo, controllo e valutazione dei Piani Regolatori aeroportuali, programmi di intervento e dei piani d'investimento. Quindi l'autorità che dovrebbe vigilare e controllare dovrebbe diventare essa stessa controllata in quanto realizzatrice di un'opera aeroportuale!!! Tutto è possibile in un'Italia dove lo spreco delle risorse pubbliche è la normalità, dove il conflitto di poteri e di interessi è elevato a sistema di governo, non ci si stupisce più di nulla. Tutto è possibile ? in un'Italia dove il business ?vola? con aeroporti inutili e compagnie aeree che decollano solo grazie alle risorse pubbliche cioè con le tasse pagate da noi cittadini. Ben magra sarà la soddisfazione della comunità fanese di essere la futura protagonista di servizi televisivi da parte di Reporter (che allo spreco negli aeroporti ha già dedicato diverse puntate) o dell'intervento del Gabibbo.

Circolo Culturale Napoleone Papini
FANO

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